Mi chiamo Adriano Meliffi e sono un cantautore (narratore, osservatore, sognatore, viaggiatore)… Sono nato a Roma nel ’90. Il mio corso di canto, lungo una vita, è iniziato in macchina, con le audiocassette dei cantautori italiani, di Elton John, Sting, le canzoni dei film Disney e poi i pilastri della mia infanzia: The Cranberries, Elisa e Alanis Morissette. Cantavo con mia sorella (io ero l’addetto alle armonizzazioni). Ho cominciato da bambino a scrivere canzoni, viaggiando, camminando, per tenermi compagnia, inventando melodie in lingue sconosciute, spesso affacciato al finestrino della macchina.

Crescendo è diventato un gioco importante, prima con il flauto dolce, per molti uno dei peggiori ricordi delle scuole medie, per me il primo mezzo per conoscere la musica e fissare qualche idea. Poi con il pianoforte classico, a 14 anni. Da allora ho iniziato a scrivere le canzoni che tuttora suono e canto.

La musica classica è stata una grande fonte di ispirazione. Ho amato compositori come Debussy, Chopin, Rachmaninoff e Ravel. Ascoltando e studiando questa musica ho in qualche modo assorbito i meravigliosi meccanismi delle note e dell’armonia. Non sono un pianista cantante ma il mio rapporto con il pianoforte è strettamente legato al processo creativo.

Nel frattempo ho ampliato i miei ascolti, playlist schizofreniche che passano per i Coldplay, gli Oasis, i Nirvana, arrivando ai Radiohead, a Tori Amos, Kate Bush, Björk, a Rufus Wainwright, Glen Hansard, Depeche Mode, Paolo Nutini, Peter Gabriel, i Beatles… Ho passato l’adolescenza tra il lettore mp3, le versioni di latino, gli studi di funzione, i libri di Pirandello, i saggi di pianoforte, gli esami al Conservatorio, tenendo la mia musica ben nascosta in un cassetto, nonostante avessi già scritto circa un centinaio di canzoni, fino a che gli ultimi anni di liceo, ai concerti della scuola, ho colto l’occasione per farne ascoltare qualcuna in pubblico, sempre pronto a fuggire per nascondermi non appena finito.

Da sempre ho scritto senza pormi limitazioni sui generi, mescolando pop-rock, art-rock, soul, jazz-pop, ambient, world music, folk, elettronica, sempre con l’influenza della musica classica, semplicemente seguendo le canzoni ovunque decidessero di portarmi.

Nel 2008 ho realizzato la colonna sonora al pianoforte del cortometraggio “L’uomo dalle scarpe croccanti”. Quella è stata la mia prima esperienza di registrazione, tra un attacco di panico e l’altro.
A 19 anni ho iniziato a studiare canto, continuando a studiare pianoforte anche moderno.
Nel 2010, conclusa la prima esperienza di band con il progetto Chimestorm, ho deciso di dedicarmi al progetto solista che da allora ha assunto ufficialmente il nome ACo.
Negli anni successivi ho registrato numerosi inediti con Mattia “Schroeder” Marcelli, autoproducendomi e sperimentando con campionamenti e suoni, poi con Gianluca Siscaro presso il Village Recording Studio; negli stessi anni muovo i primi passi nella scena emergente romana, spaziando dall’elettrico all’acustico anche nei live.
Nel 2012 e 2015 sono selezionato per aprire il raduno-concerto della cantante Elisa al Viper di Firenze.
Dopo essermi laureato in Scienze Naturali, dal 2014 sono iscritto al Saint Louis College of Music.
Dal 2015 sono tenore nel coro di Gabriele D’Angelo “Le Mani Avanti” e nei “Flowing Chords” di Margherita Flore.
Nel 2016 realizzo ACo(ustic), progetto di live recording, presso il Village Recording Studio, interamente disponibile su YouTube.
Nel 2017 registro il primo EP in elettrico, arrangiato insieme alla nuova band e chiamato semplicemente (N).
(N) è stato pubblicato il 10 novembre, dopo un’anteprima live all’Auditorium Parco della Musica, il 30 Settembre 2017 per la rassegna Jammin’.